David Hume ci offre una visione laica e dinamica
del soggetto interpretando la società come il risultato di un'
iniziativa autonoma e spontanea dell'uomo. Le norme sono possibili
perché esiste un'attività, una capacità e una volontà umane di
inventare artifici. L'individuo humiano è in grado di produrre
quelle convenzioni che, se da un lato lo limitano, dall'altro
lo fanno crescere socialmente e psicologicamente. La convenzione
non è contraria all'esplicazione delle passioni, perché ha la
sua origine proprio in quella passione atta a porre attenzione
agli interessi individuali espressi nella società. Con la convenzione
non prevale la sregolatezza delle passioni, ma la loro canalizzazione
verso fini di utilità collettiva e individuale. La convenzione
è un atto della mente e ciò comporta, in Hume, la teorizzazione
di un'autonomia della componente affettivo-emotiva. La convenzione
realizza le sue molteplici potenzialità attraverso un'originale
teoria delle passioni, in quanto, se è vero che l'individuo concretizza
la sua essenza in una dimensione sociale, è anche vero che riflettere
su questo valore significa avere chiare le radici psicologiche
che stanno a fondamento dell'azione.
Indice
Avvertenza
Prefazione
Capitolo I.
Dalla proposta contrattualista al
contratto come credenza
1. Hume e il progetto contrattualista
2. Il contratto come credenza e il concetto di
artificio
Capitolo II.
La teoria convenzionalistica di
David Hume
1. Il processo psicologico di formazione della
convenzione
2. Ragione e convenzione
3. La mente come attività
4. Dall'identità alla socialità
Capitolo III.
La concretizzazione della conven-
zione
1. Felicità e buon senso
2. L'origine psicologica della società
3. Il Diritto come artificio
4. L'istituzione come convenzione
Capitolo IV.
Hume e la società contemporanea
1. Attualità della proposta convenzionalista
2. Per una diversa dimensione umana
Indice dei nomi