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Uve Fischer

Il mondo come letteratura.
Da Wieland a Thomas Mann

1980, pp.221
L.22.000

Le forme estetiche mediante le quali si esprime la coscienza borghese dalla metà del settecento all'inizio del novecento e la loro incidenza storico-sociale sono al centro dell'interesse dei saggi qui raccolti.
Sia il carattere didattico-filosofico del settecento, come si rivela nel concetto di fratellanza di G. E. Lessing, come anche la discussione dello stato ideale nel romanzo politico "Lo specchio d'oro" di Wieland, preannunciano quella più complessa stratificazione letteraria dell'ottocento, che viene analizzata e nella traduzione che della pagina fa l'immagine pittorica e nella dissoluzione dell'io come si rivela in una novella di A. Schnitzler.
Tutto ciò converge, infine, nell'analisi dell'autocoscienza che l'artista così come viene esemplarmente rivelata in forma quasi sempre parodistica da Th. Mann: è un frammento di quella storia inferiore della borghesia che ancora non è stata scritta.

UVE FISCHER insegna letteratura tedesca all'Università di Siena.
É studioso di germanistica, storia dell'arte, anglistica e si è occupato prevalentemente dell'illuminismo tedesco e della letteratura austriaca del '900.

Indice

Premessa
1. La storia dei tre anelli: dal mito all'utopia
2. Lusso e vallata felice: "Lo specchio d'oro" di C. M. Wieland
3. Il mondo come letteratura: Goethe e Delacroix
4. L'io come sensazione nel "Sottotenente Gustl" di Arthur Schnitzler
5. L'incontro Mann-Goethe nel settimo capitolo di "Carlotta a Weimar". Note sul concetto di parodia di Thomas Mann
Indice dei nomi.

 

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