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Francesco Coniglione Il sentiero interrotto. Il fantasma della scienza nel marxismo teorico italiano 1986, pp.131 L.18.000 | | Solo recentemente, nelle elaborazioni della Scuola di Poznan, si è cercato di superare la tradizionale incomunicabilità tra pensiero marxista e riflessione epistemologica.
E' pertanto interessante, in questa prospettiva, rivisitare la tradizione marxista italiana da Labriola ai più recenti dibattiti.
Si potranno forse fare delle scoperte significative: vedere, ad esempio, come fosse in essa presente una concezione della scientificità del marxismo per molti aspetti moderna anche se sepolta dall'imperante tradizione storicista alla quale si alleava la propensione all'esegesi e al filologismo causata, tra l'altro, dalla generale arretratezza logico-epistemologica del marxismo italiano: o, anche, scorgere come non fosse Gramsci l'erede di Labriola bensì Della Volpe; ed infine riconoscere in Labriola non il fondatore dello storicismo marxista, ma il geniale anticipatore del marxismo come scienza metodologicamente analoga a quella naturale.
FRANCESCO CONIGLIONE (Catania 1949) è ordinario di Filosofia nei Licei statali. Ha indirizzato la sua ricerca in campo epistemologico e si è perfezionato in epistemologia presso la Scuola metodologica di Poznan (Polonia). Ha pubblicato La scienza impossibile. Dal popperismo alla critica del razionalismo (Il Mulino, Bologna 1978) e collabora, tra l'altro, alle riviste Epistemologia, Rinascita e Laboratorio
Indice Premessa Introduzione 1. Antonio Labriola e la fondazione scientifica del marxismo 2. Croce critico ed interprete di Marx 3. I due Gramsci. Gramsci uno. Gramsci due 4. Il destino del marxismo teorico nel dopoguerra e l'opera di Della Volpe. Le difficoltà iniziali. La scienza incompresa di Della Volpe. Un'occasione mancata Indice dei nomi. |  |
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